Torta di mele: quella buona!

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Autunno, sì certo le zucche, sì le pere ma anche le mele, nello stato di New York l’apple picking (cioè la raccolta delle mele fatta con le proprie mani, in meleti scelti) è un appuntamento da segnare in agenda e non mancare. Continua a leggere

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Ghiacciolo homemade

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Zitta zitta, finalmente, è arrivata l’estate (forse), niente di meglio che affrontare la calura con un bel ghiacciolo, soprattutto se fait maison, sembra facile, ma non è difficile, pochi semplici ingredienti e il successo è assicurato, l’unica difficoltà è aspettare che sia pronto 🙂

cosa occorre:

400g di frutta sbucciata
100g di zucchero
un poco d’acqua
1 limone

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Sbucciare e frullare la frutta, si possono creare ricette personalizate, noi abbiamo sperimentato il ghiacciolo di anguria e di mela-melone, questo davvero ottimo.

Fare uno sciroppo sciogliendo in un tegame lo zucchero con poca acqua.

Unire il tutto aggiungendo il succo del limone.

Mettere negli stampini da ghiacciolo o in quelli per cubetti di ghiaccio e pazientare che sia rassodato (almeno 6 ore in freezer).

Yummy

p.s.: nel ghiacciolo d’anguria si possono aggiungere gocce o scaglie di cioccolato a mo’ di semini

Da Nonna Papera a Mademoiselle M.

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Tutto cominciò nel 1979 quando ho ricevuto in regalo (grazie zio!) uno dei libri di cucina che non dovrebbe mancare in nessuna libreria casalinga: Il Manuale di Nonna Papera.

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Saltiamo al 2014, pigro pomeriggio in casa, voglia di dolce, facciamo una torta? Sì, facciamo la torta Monna Lisa, all’epoca era uno dei must di casa.

achacunsongout_mlisa_cake_3Per dare un tocco personale Mademoiselle M. ha aggiunto un vasetto di yogurt ai lamponi nella speranza che il dolce risultasse rosa, così non è stato ma è buona lo stesso.

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Ingredienti:

350 g farina
250 g zucchero
2 uova (vegan version: 2 banane mature)
1 limone
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 vasetto di yogurt (opzionale)

Montare lo zucchero con i tuorli (o lavorare lo zucchero con le banane), aggiungere l’olio e lavorare ancora un po’, aggiungere la farina, il latte, la buccia grattugiata del limone.

Unire il succo del limone, il sale e il lievito. Montare a neve le chiare e unirle delicatamente al composto.

Cuocere a 140° per 45 minuti.

Buon’appetito!

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Purpett

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Non so come mai la verdura non è molto apprezzata, non è amata dai grandi tantomeno dai piccoli. Si moltiplicano libri e siti di cucina con fotografie meravigliose che rendono affascinante anche un ravanello, però all’atto pratico, niente, la verdura resta relegata agli ultimi posti nell’indice di gradimento. Ho il fondato sospetto che i bambini non amino le verdure perchè vedono che anche i loro genitori – gli adulti di riferimento – se possono svicolano.

Come risolvere? Innanzitutto, come sostiene la nutrizionista Michela Trevisan, non caricare il pasto di valenze salutistiche: “ti fa bene” oppure “così diventi grande”, ai bambini non importa e gli adulti se lo ripetono senza ascoltarsi. Meglio preparare un piatto bello e invitante, e qui tornano i libri e siti di cucina di cui sopra, un piatto in cui le verdure siano separate e non un pappone insapore e dal colore imprecisato.

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Personalmente amo molto torte salate, sformati e polpette, quelle di cavolo cappuccio a Mademoiselle M., principessa pirata dai gusti difficili, son piaciute, lei le chiama: polpette bianche, si possono mangiare in ogni stagione visto che sono buone sia crude, sia fritte sia al forno. Meglio di così!

Polpette di cavolo cappuccio:

 1/2 cavolo cappuccio (circa 200 g)
200 g di tofu (o ricotta o addirittura formaggio di capra, se piacciono i sapori forti)
1 finocchio
semi sesamo
qualche mandorla

pangrattato

Frullare gli ingredienti crudi e aiuitarsi con il pangrattato per ottenere la consistenza per formare delle polpette.

Da mangiare crude o cotte in padella o al forno.

Ricetta liberamente tratta da crescibio.it

Ti piace la mènta?

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Non capita tutti i giorni ma può capitare di fare incontri inattesi, pare strano ma pure in una città grande, industriale e inquinata come Milano si può trovare, in un’anonima aiuola, la mentuccia o nepitella (mentuccia non menta!); si trova sovente nei prati e negli orti incolti, fatta seccare è indispensabile per cucinare, tra l’altro, i carciofi alla giudìa.

I carciofi alla giudìa sono un tipico piatto della tradizione giudaico-romanesca.

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1. Prendere i carciofi (meglio scegliere le mammole, i carciofi romaneschi appunto, più teneri e senza peli) ed eliminare le foglie esterne e la parte dura del gambo. Versarli in una ciotola piena di acqua e limone e lasciarli a bagno per 15 minuti a testa in giù.
2. Togliere i carciofi dall’acqua, scolarli e condirli con sale, trito d’aglio, pangrattato e mentuccia, quindi adagiarli dentro una pentola piena di olio extravergine e farli cuocere per 20 minuti circa o fino a quando non saranno abbastanza morbidi. I carciofi nella pentola devono “stare stretti”. Se il bagno dovesse evaporare troppo velocemente prima della fine della cottura, aggiungere acqua calda poco a poco a seconda del bisogno.

Tutto qui, ma se ne riparlerà in autunno.

Torta allo yogurt

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La premiata ditta “N&N” (Nonna&Nipote) ha colpito ancora, anche se c’è il sole è sempre divertente “giocare in cucina”, anzi, appunto perchè c’è il sole niente di meglio che prepararsi una buona merenda da mangiare magari fuori (o da portarsi in ufficio ;-)).

1 yogurt
2 misurini di zucchero
3 misurini di farina
1 bustina di lievito
3 rossi d’uovo
3 albumi montati a neve
1/2 misurino di olio

– vegan version: sostituire ogni uovo con una banana matura e aggiungere un poco di acqua o latte vegetale per ammorbidire l’impasto –

Mescolare gli ingredienti, infornare a 180° per mezz’ora, vale la prova stecchino.

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‘A pizza

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A Milano si è aperto il Salone del Mobile con annesso Fuorisalone, in vista dell’Expo 2015 il filo conduttore di quest’anno è il cibo. Pensando a questo, alla cucinetta di cartone con forno e alla pizza di feltro di Joel, abbiamo fatto la nostra pizza, ma di carta.

L’esecuzione è semplice e veloce e permette di sfornare parecchie pizze una più fantasiosa dell’altra, i bimbi che hanno dimestichezza con le forbici possono tagliare da soli i pezzi, oops, gli ingredienti, gli altri possono colorare pomodori, basilico, olive e chi più ne ha più ne metta e diventare tutti provetti pizzaioli 🙂

Parafrasando una vecchia pubblicità: buona pizza a tutti!

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Semel in anno

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Carnevale sempre più vicino, a passo di dolci o meglio a passo di fritto. Tant’è. Semel in anno… (per restare in argomento).

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Questa volta la premiata ditta N&N (Nonna & Nipote) si è esibita nella preparazione delle Castagnole. Unico consiglio, che riporto così come la cuoca grande me l’ha dispensato: meglio scegliere una pentola piccola per la frittura visto che occorre abbondante olio, così se ne usa meno e si versano meno castagnole per volta rendendole più gestibili, hanno il brutto vizio di bruciare velocemente. Altro consiglio: meglio consumarle il giorno della preparazione e non rimandarle al successivo. Son talmente semplici da fare (basta mescolare gli ingredienti e versare generose cucchiaiate nell’olio caldo) che può essere una buona occasione per organizzare una golosissima merenda mascherata 🙂

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