Prinle calendar part 5

Settembre_cIl vento è uno sventato
che soffia a perdifiato,
fa volare il cappello,
ti porta via l’ombrello, Continua a leggere

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Cosa disegno?

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In usato, ho trovato un bel libretto – grande come un quadernone – delle Edizioni Usborne, il volumetto è decisamente datato, tanto che il prezzo è solo in lire! Tanto semplice quanto risolutivo, lo si potrebbe definire un manuale di disegno superconcentrato.

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Utilissimo, non solo per i piccoli ma anche, e forse soprattutto, per i grandi. Spesso ci si sente chiedere: disegnami una pecora (come il Piccolo Principe di Antoine de SaintExupéry) o un cane o una mucca. Inizialmente la richiesta non spaventa: che ci vorrà mai a disegnare un cane, si pensa, poi quando si prende la matita in mano iniziano i guai, anche se magari l’abbiamo in casa non è per nulla facile disegnare l’amico a quattro zampe.

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Come fare? Il trucco consiste nel ridurre tutto – anche gli esseri umani – a forme geometriche semplici: cerchio, ellisse, triangolo… et voilà, il gioco, anzi, il disegno è fatto. I bambini son soddisfatti e gli adulti fanno un figurone, meglio di così 😉

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100 cose da fare in treno

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Vacanze: chi le ha già iniziate, chi le farà tra tanto tempo, chi tra poco, chi per nulla, in caso di viaggio in treno giochiamo d’anticipo.

La borsa della mamma, si sa, è un po’ come la borsa di Mary Poppins o la bisaccia di Eta Beta: c’è di tutto, fonte inesauribile di trovate per passare il tempo o risolvere contrattempi di ogni genere, dalla fame, alla sete, al gioco.
Oltre all’acqua e qualcosa da mangiare (magari meglio passare dal panettiere prima di partire per una focaccina del fornaio piuttosto che essere costretti ad accontentare i bambini e noi stessi con patatine o panini della Montedison acquistati a peso d’oro alla carrozza ristorante), aggiungiamo anche 100 giochi da fre in treno della Usborne.
In macchina si può cantare ma non disegnare, altrimenti la nausea la farà da padrona, però alla quindicesima volta che si canta “nella vecchia fattoria” l’istinto di fermarsi alla prima piazzola di servizio e far risuonare un barbarico Yoop sarà difficile da sopire; in treno, al contrario si può disegnare ma meglio restare quieti non farsi gettare dal finestrino – sigillato per altro – dagli altri viaggiatori, così meglio organizzarsi.

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La casa editrice inglese Usborne è tra le mie preferite, grafica colorata e accattivante. In catalogo si trovano numerosissimi volumi, dalle raccolte di favole divise per autore (Andersen, Grimm…) o per genere (favole per bambini, favole per bambine, favole con le fate, con i draghi…) ai volumi di diffusione scientifica pensati per i piccoli, oltre agli utilssimi pacchetti di schede creative: 100 giochi: da fare in treno, in macchina, in viaggio in genere, all’aperto. Piccola spesa, massima resa.
Buon viaggio!

La bimba dai capelli rossi

Quest’anno alla materna, i bambini più grandi,quelli di cinque anni, quelli che a settembre inizieranno la fantastica avventura della scuola elementare, quella “vera”, si sono cimentati nel laboratorio delle storie: <<invento e illustro le mie storie>>.

Questa è una delle storie di Mademoiselle M.

capelli_rossi_1capelli_rossi_2capelli_rossi_3capelli_rossi_4Io la trovo deliziosa, ma son di parte 😉

Visto, si stampi

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Nel bottino dell’ultima scorribanda in biblioteca ci sono: Cappuccetto Giallo e Cappuccetto Verde di Bruno Munari, ed. Corraini, purtroppo Cappuccetto Bianco non c’era. Si tratta di bellissimi libri scritti e illustrati da Munari nel 1972 e incredibilmente attuali.

Gli sfondi di Cappuccetto Verde mi hanno ricordato i timbri e per un rimbalzo di idee mi è tornato in mente il post di Maria Anna sui timbri decorativi DIY.

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Mesi fa mi ero procurata un paio di gomme per cancellare con l’intenzione di farne dei timbri e finalmente si è presentata l’occasione, molto velocemente – quando si ha una piccola artista che scalpita con pennello in mano non ci si possono permettere lavori di fino :-), e senza la precisione di Maria Anna, ho inciso le sagome di una foglia e di un fiore, ho incastrato il pezzetto di gomma incisa in un tappo di plastica (nel mio caso della bottiglia del latte), Mademoiselle M. ha colorato i timbrini e ha stampato, alcune foglie con china verde, altre con acquerello marrone; infine ha dipinto con acquerello la sua versione di Cappuccetto Verde.

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Grazie a Maria Anna per l’idea dei timbri e a Bruno Munari per tutto il resto!

Triangoli magici

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Quando ho visto la confezione del regalino fatto a Mademoiselle M. non nego di essere rimasta perplessa: dice – lui, il regalo – di chiamarsi “triangolo magico”, contiene cera d’api, colora, non macchia le mani, non è tossico, non è irritante, si può usare su carta, legno, vetro e molto altro.

Dall’aspetto è un triangolo di cera colorata. Sembra un pastello a cera a forma triangolare, quindi anche più facile da impugnare per le piccole manine. Tutto molto bello ma… come si usa? Devo saperne di più, corro sul sito (idear.biz) scritto in corpo 20 sulla scatola e trovo un video che mostra una simpatica signorina all’opera. Sembra facile. Sembra divertente, proviamo!

Meraviglia! Non si tratta di un comune pastello a cera, il colore, complice la forma triangolare e la composizione, risulta più leggero, le tinte sono sovrapponibili come velature di colore liquido, si fondono con leggerezza.

I triangoli magici si possono utilizzare per colorare forme, per disegnare e poi colorare, ma danno il meglio si sè, secondo me, se si passano su una sagoma posta sotto al foglio.

Mademoiselle ha cominciato a preparare un piccolo acquario con stelle e luna sotto al mare. Perchè no?!

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Che silhouette!

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Talvolta capita che si cerchi una cosa e se ne trovi un’altra. Soprattutto quando si ha a che fare con internet (o il “vu-vu-vu”, come direbbero gli Elio e le Storie Tese). Stavo effettuando una ricerca su Cicely Mary Barker, talentuosa quanto deliziosa illustratrice di inizio secolo scorso, nota per le illustrazioni fantasy e le fatine dei fiori, quando mi sono imbattuta in Lotte Reiniger.

Regista, animatrice di silhouette tedesca, Lotte Reiniger ha all’attivo decine di titoli che lei ha disegnato e animato solo con le silhouette. Non avrei mai creduto che si potesse produrre dei cortometraggi, dei cartoni animati in questo modo, e invece si può, eccome, e che chiarezza, che espressività, che particolari e che poesia.

Inizialmente sono rimasta delusa dal mancato audio di Cenerentola, poi ho pensato che si trattava di una buona occasione per far raccontare la storia a Mademoiselle M. – un po’ come funziona con gli albi senza parole costituiti di sole immagini – quindi un’occasione di gioco.

Su youtube è possibile trovare parecchie favole animate dalla Reiniger, ne vale davvero la pena.

Note a margine: attenzione, la versione di Cenerentola è quella dei fratelli Grimm, quindi splatter rispetto a quella di Perrault, in compenso Hansel e Gretel non prevede orfani, abbandoni da parte di padri e matrigne e un lieto fine poetico e inatteso. Andate a curiosare 😉