Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

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Alla fiera dell’Est,
per due soldi,
un topolino mio padre comprò.
Angelo Branduardi

Non alla Fiera dell’Est ma in un “punto no profit”, non per due soldi ma per tre, mi sono aggiudicata il libro: “Cappuccetto rosso, vedre, giallo, blu e bianco” a cura di Bruno Munari (Einaudi Ragazzi).

A primavera, complici le giornate più lunghe e luminose, spesso vengono i scalmann de la sciura Pina, e si fanno le cosiddette pulizie di primavera. A me son venute con mesi di ritardo ma ho preso la mia borsona di tela piena di libri che trovavo noiosi o non mi hanno particolarmente colpito e difficilmente avrei riletto, e li ho portato in un punto no profit, la raccolta è gratuita, la vendita a pagamento, piccolissime cifre per grandi titoli, come è capitato a me con Munari.cappuccetto_giallo_covercappuccetto_blu_cover

Tutti conoscono la favola di Cappuccetto rosso o nella versione dei fratelli Grimm o di Perrault, pochi sanno che anche Italo Calvino ne ha scritta una sua versione. Tralasciando la lettura psicologica della favola (alcuni vedono nella morte apparente e rinascita di Cappuccetto Rosso il pasaggio dall’infanzia alla vita adulta), Bruno Munari ha fatto di più, pur mantenendo l’impianto e la morale educativ: abbandonare la strada consigliata dalla mamma per seguire i propri istitnti può avere conseguenze pericolose, ha dipinto piccole eroine, brillanti e coraggiose – anche così si dimostra di essere grandi, a  colpi di intelligenza –  che nel pericolo con astuzia trovano la via d’uscita. Senza i risvolti violenti e splatter delle versioni originali della favola: nessun lupo viene sacrificato per queste storie ma in tutte le versioni Cappuccetto arriva dalla nonna e torna a casa dalla mamma incolume. Lieto fine.

Il libro, o meglio la raccolta, si conclude con quel gioiello di Cappuccetto Bianco. Semplicemente geniale.

Cappuccetto Bianco, vestita di bianco, immersa nella neve non vede la casa, non vede la panchina nel giardino e nemmeno il lupo si vede.

Mai vista tanta neve.

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Visto, si stampi

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Nel bottino dell’ultima scorribanda in biblioteca ci sono: Cappuccetto Giallo e Cappuccetto Verde di Bruno Munari, ed. Corraini, purtroppo Cappuccetto Bianco non c’era. Si tratta di bellissimi libri scritti e illustrati da Munari nel 1972 e incredibilmente attuali.

Gli sfondi di Cappuccetto Verde mi hanno ricordato i timbri e per un rimbalzo di idee mi è tornato in mente il post di Maria Anna sui timbri decorativi DIY.

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Mesi fa mi ero procurata un paio di gomme per cancellare con l’intenzione di farne dei timbri e finalmente si è presentata l’occasione, molto velocemente – quando si ha una piccola artista che scalpita con pennello in mano non ci si possono permettere lavori di fino :-), e senza la precisione di Maria Anna, ho inciso le sagome di una foglia e di un fiore, ho incastrato il pezzetto di gomma incisa in un tappo di plastica (nel mio caso della bottiglia del latte), Mademoiselle M. ha colorato i timbrini e ha stampato, alcune foglie con china verde, altre con acquerello marrone; infine ha dipinto con acquerello la sua versione di Cappuccetto Verde.

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Grazie a Maria Anna per l’idea dei timbri e a Bruno Munari per tutto il resto!

come passare due ore in treno senza (quasi) accorgersene

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Come passare due ore in treno senza (quasi) accorgersene, occorrente:

1 treno o aereo o un mezzo di trasporto nel quale si possa stare seduti comodi e con la luce accesa

x foglietti di carta

1 o 2 penne

ma soprattutto il libro “Viaggio nella fantasia” di Bruno Munari, ed. Corraini.

L’idea del libro è geniale per la sua semplicità, si dispongono a caso sul foglio il numero desiderato di puntini o pallini, poi li si unisce o separa come si vuole. Utile anche per spiegare insiemistica. D’altro canto, si sa, la matematica è un gioco (e non un’opinione :-))

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