origami bestiali

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Per la serie “ti piace vincere facile” questi origami sagomanti a noi li hanno regalati :-). Si tratta di foglietti di cartoncino leggero sagomati a forma di lettera dell’alfabeto, a ogni lettera corrisponde un animale da costruire: E- elefante, D-dog/cane e così via.

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le linee tratteggiate corrispondono alle pieghe, le lineee continue ai tagli

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Giocoliere mobile

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Che mi piacciano i mobile non è un mistero, tutt’altro, che mi piaccia farli, pure; così, prendendo spunto da un lavoretto fatto da Mademoiselle M. al centro estivo e il libro “cosa disegno” della Usborne, in un pigro pomeriggio abbiamo creato il nostro giocoliere volante, anche in onore dell’ultima passione di Mademoiselle M. : il circo!

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Abbiamo disegnato il il clown (la testa è un cerchio e il corpo un ovale) su un foglio bianco, per le palline da giocoliere abbiamo seguito il contorno del tappino di una bottiglietta d’acqua, incollato su un cartoncino e ritagliato tutto. Quattro fili di cotone colorato (va benissimo anche la lana) et voilà, è proprio il caso di dire les jeux sont faits.

Betta sa andare in bicicletta

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Pippi Calzelunghe non è il solo romanzo di successo di Astrid Lindgren, l’autrice svedese ha prodotto un gran numero di racconti e romanzi per ragazzi e bambini, uno di questi è “Betta sa andare in bicicletta”.

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Betta ha quasi cinque anni e sa andare in bicicletta, quando nessuno la guarda, ha anche gli occhi azzurri, quando nessuno la guarda. Con il fedele maialino di pezza Teddy, Betta sa fare tantissime cose, quando nessuno la guarda, compreso rubare la bicicletta della signora Bergman per poter essere come i fratelli Jonas e Gunilla, finchè un giorno il papà di Betta…

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Sfrontata, intraprendente, coraggiosa, sognatrice e un po’ bugiarda, Betta è la protagonista di questa divertente storia dell’autrice di Pippi Calzelunghe, corredata dalle accuratissime illustrazioni di Ilon Wikland.

Età di lettura: dai 3 anni

In fondo al mar

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In fondo al mar
In fondo al mar
Se la sardina fa una moina
C’è da impazzir
Che c’è di bello poi lassù
La nostra banda vale di più
Ogni mollusco
Sa improvvisare
In fondo al mar
Ogni lumaca
Si fa un balletto
In fondo al mar
E tutti i giorni
Ci divertiamo
Qua sotto l’acqua
In mezzo al fango
Ah che fortuna
Vivere insieme
In fondo al mar!
In fondo al mar!

Quest’anno al centro estivo il tema scelto è stato il mare, o meglio i fondali marini e gli animali che li popolano; con pochi semplici oggetti i bambini hanno realizzato personaggi meravigliosi come  la medusa.

Occorrente:

coppette da macedonia di plastica
colori a tempera o acrilici (attenzione! l’acrilico è indelebile da superfici e vetiti!)
carta velina
colla

Colorare la coppetta del colore desiderato e incollarci dentro un foglio di carta velina sfrangiato per creare i tentacoli. Volià, semplicissimo e bellissimo, se ne possono creare tante di colori diversi per un  coloratissimo mondo… in fondo al mar 🙂

Io non mangio i pomodori

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<<Io non mangio le carote, le patate, i piselli, i cavoli e i cavolfiori, i funghi, le uova, gli spaghetti, i fagioli al sugo, il formaggio, le salsicce, le banane, il riso, i bastoncini di pesce, le mele, le arancie, e mai e poi mai mangerò i pomodori.>>

Così dice Lola, personaggio creato da Lauren Child, illustratrice inglese che per la serie di libri Charlie e Lola ha vinto il Kate Greenaway Medal, attribuitole dalla Library Association.

Charlie e Lola sono due fratelli, Lola la più piccola, è vivace, disordinata, dotata di una fantasia irrefrenabile, intelligente e capricciosa, ha un amico immaginario con tanto di nome e cognome e una migliore amica – vera – all’asilo. Una tipica bambina di 5 anni (che somiglia tanto a una certa Mlle. M.).

Charlie è il fratello maggiore, sempre pronto a prendersi cura della sorellina, come nel caso dei pomodori tanto detestati da Lola troverà un modo semplice quanto sagace per risolvere la situazione: un metodo semplice e infallibile tanto usato nel marketing: il cambio di nome.

I bastoncini di pesce diventano croccantini del fondo del mare tanto amati dalle sirene, i piselli caramelle della Groenlandia, il purè viene dalle nuvole filate del monte Fuji e i pomodori?

Non voglio istigare a raccontare bugie ai bambini o falsare la realtà però se pensiamo che la minestra diventa più appetibile se chiamata zuppa e irresistibile se chiamata vellutata, perchè un pomodoro non può avere un nome d’arte?

Della serie Charlie e Lola esistono una ventina di titoli in libreria (ma anche una serie tv).

 

La gallina coccodè

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La gallina coccodè
spaventata in mezzo all’aia
fra le vigne e i cavolfiori
mi sfuggiva gaia
Penso a lei e guardo te
che già  tremi perchè sai
che fra i boschi o immezzo ai
fiori presto mia sarai
Arrossisci finchè vuoi
corri fuggi se puoi
Ma…
ah…
non servirà
Ma…
ah…
non servirà

Lucio Battisti, 1972

 

Strani incontri al Parco Sempione, menomale che c’era solo la gallina!!

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DIY: la dispensa

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Quante cose si possono fare con uno scatolone! Dopo aver costruito il guardaroba per le bambole, una pseudobarca e una cucinetta, non poteva mancare la dispensa che ha il doppio vantaggio di completare la cucina e di tenere in ordine gli alimenti di pezza con cui Mademoiselle M prepara manicaretti nel suo ristorante.

La nostra versione è davvero speedy: preso uno scatolone si tagliano le quattro ali superiori da usare per fare i ripiani, fissati con l’ormai immancabile washy tape. Voilà.

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Per chi volesse una versione più raffinata può usare le due ali lunghe per creare la porta della dispensa (come ha fatto Mer Mag) e ridipingere tutto lo scatolone o decorarlo con washy tape o adesivi. Da 0 a 100 tutto è possibile con gli scatoloni e in poche mosse. Poi dicono che non si devono rompere le scatole…

 

Ghiacciolo homemade

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Zitta zitta, finalmente, è arrivata l’estate (forse), niente di meglio che affrontare la calura con un bel ghiacciolo, soprattutto se fait maison, sembra facile, ma non è difficile, pochi semplici ingredienti e il successo è assicurato, l’unica difficoltà è aspettare che sia pronto 🙂

cosa occorre:

400g di frutta sbucciata
100g di zucchero
un poco d’acqua
1 limone

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Sbucciare e frullare la frutta, si possono creare ricette personalizate, noi abbiamo sperimentato il ghiacciolo di anguria e di mela-melone, questo davvero ottimo.

Fare uno sciroppo sciogliendo in un tegame lo zucchero con poca acqua.

Unire il tutto aggiungendo il succo del limone.

Mettere negli stampini da ghiacciolo o in quelli per cubetti di ghiaccio e pazientare che sia rassodato (almeno 6 ore in freezer).

Yummy

p.s.: nel ghiacciolo d’anguria si possono aggiungere gocce o scaglie di cioccolato a mo’ di semini

DIY bottle dress

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Più per abitudine che per necessità, Mademoiselle M. non va mai al parco senza bottiglietta d’acqua, il momento “con-la-scusa-di-bere-mi-faccio-il-bagno-nella-fontanella” è stato rapido e indolore. Ho cercato a lungo una borraccia che mi soddisfacesse, senza sucesso – per ora – così ho cominciato a pensare a un modo per rendere la classica bottiglietta di plastica più divertente e originale.

Un tempo avere le bottiglie decorate, o meglio, vestite, era d’obbligo, ma solo a Natale. Improvvisamente mi è tornata in mente la Maglieria Magica, e visto che ci so fare solo i tubi, e giusto di un tubo avevo bisogno, ecco fatto il vestitiono per la bottiglietta dell’acqua.

Per chi volesse vestitini per bottiglie già fatti e soprattutto bellissimi, c’è the body b, per acqua, vino e pure biberon, per bebè à la page.

I cortili di Milano

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Che belli i cortili di Milano, tanto belli da aver meritato una mostra fotografica qualche anno fa, tanto belli che per alcuni c’è il divieto di fotografarli! Tanto belli da avere una giornata riservata alla visita e una discreta quantità di libri dedicati.

Si nascondono dietro portoni solenni e austeri o dietro porticine anonime, come nella tana del Bianconiglio, dalla porticina si accede a un altro mondo, alcuni cortili ospitano lussureggianti giardini, altri disegni creati con l’acciottolato, tutti meritano una visita, anche solo un’occhiata veloce al mattino quando i portoni sono spalancati.

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