Hello dolly

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Chiamiamolo “riciclo creativo” (fa chic), chiamiamolo “se piove all’improvviso, chiusi in casa che facciamo?” (fa paura), il risultato non cambia: con dei semplici cucchiai di plastica da pic-nic si possono fare delle bellissime bamboline – come ha fatto fatine e folletti – o dei mostrilli come abbiamo fatto noi.

Occorrente:

cucchiai o forchette di plastica

pennarelli o adesivi (per i particolari del viso)

carta di vario genere (noi abbiamo usato quella da origami)

lana (opzionale, per i capelli)

scotch (per fissare il vestito)

Torta allo yogurt

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La premiata ditta “N&N” (Nonna&Nipote) ha colpito ancora, anche se c’è il sole è sempre divertente “giocare in cucina”, anzi, appunto perchè c’è il sole niente di meglio che prepararsi una buona merenda da mangiare magari fuori (o da portarsi in ufficio ;-)).

1 yogurt
2 misurini di zucchero
3 misurini di farina
1 bustina di lievito
3 rossi d’uovo
3 albumi montati a neve
1/2 misurino di olio

– vegan version: sostituire ogni uovo con una banana matura e aggiungere un poco di acqua o latte vegetale per ammorbidire l’impasto –

Mescolare gli ingredienti, infornare a 180° per mezz’ora, vale la prova stecchino.

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Il Pittore di Gianni Rodari al museo

Una volta c’era un pittore

povero in canna:

non aveva nemmeno un colore,

e per fare i pennelli

si era strappati i capelli.

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Andò dal padrone del Blu

e gli disse:” Per favore, dammi tu

un po’ di colore

per dipingere un cielo.

Ma mica tanto, soffio, un velo”.

“Vattene, vattene, fannullone,

pezzo di accattone,

se non vuoi che ti lisci il groppone

col bastone!”

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Andò dal padrone del Giallo

e gli disse così:

“Prestami qualche avanzo

di colore, un ritaglio,

abbastanza per fare un girasole”.

Ma quello lo aggredì

con un torrente di male parole:

” Pezzente, delinquente,

la finisci di seccare la gente!”

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rodari_pittore_bianco

Andò dal padrone del Verde,

andò dal padrone del Bruno,

ma non gli dava retta nessuno.

Infine pensò:

“Il Rosso ce l’ho!”

Detto fatto un dito si tagliò.

E il Rosso gocciò sulla tela:

era una lagrima appena,

una perla di sangue,

ma tinse in un istante,

la tela intiera,

rossa come un falò di primavera,

rossa come una bandiera,

come un milione di rose.

E il povero pittore

adesso che aveva un colore

si sentì ricco più di un imperatore.

Un’ora al museo, un’ora splendida circondati da meraviglie della pittura del secolo scorso. Alle Gallerie d’Italia (sede di Milano) è stato organizzato un laboratorio per bambini, un giovane e preparatissimo operatore didattico, Gabriele, ha fatto da guida, affascinando i bambini e accompagnandoli in una sorta di caccia al tesoro tra le tele del Novecento, la “mappa” era la poesia di Gianni Rodari <<Il pittore>>. I bambini erano affascinati sia dalle tele sia dalle parole di Gabriele che, non solo li ha aiutati a trovare i colori per il pittore protagonista della poesia, ma ha anche spiegato con parole semplici ma efficaci sia la tecnica usata dagli autori delle opere sia il significato delle opere stesse.

Così veniamo a sapere che Lucio Fontana ha forato la tela per poterci entrare dentro e così dipingere lo spazio, o che Enrico Castellani inserendo dei chiodi di diverse altezze sotto alla tela ha ottenuto il grigio senza usarlo, sfruttando l’ombra dei chiodi sulla superficie bianca. Geniale. O ancora che Mario Deluigi ha usato la tecnica del frottage, facilmente riproducibile a casa con i pastelli a cera, o ancora che Roberto Crippa ha ottenuto le evoluzioni di nero sulla tela facendolo colare da un forellino sul fondo del barattolo.

Il pomeriggio si è concluso con una sessione di pittura fatta con un dito, come il pittore di Rodari.

A strega comanda color con la poesia di Rodari si può giocare non solo al museo ma anche in casa, per strada, al parco… basta cercare i colori e fortunatamente il mondo ne è pieno 🙂

Grazie alle Gallerie d’Italia e alla guida Gabriele per il bel laboratorio, e grazie a Gianni Rodari per tutto il resto, che non è poco.

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IL PITTORE di Gianni Rodari, illustrazioni di Valeria Petrone, Emme Edizioni.

Passeggiando in bicicletta

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Quando arriva il fine settimana si pensa: “che bello! tanto tempo per stare insieme” e subito dopo ” sì ma in tutto questo tempo che facciamo?”

Si potrebbe inforcare la bicicletta e girare la propria città come turisti, guardandola con occhi diversi; ci si può preparare un percorso: la parte barocca, romanica, liberty… se non si ha una guida della propria città, si può consultare internet o ancora meglio andare in biblioteca, anche i centri più piccoli ne hanno una e certamente si troveranno libri sulla storia della propria città e i suoi luoghi di interesse.

Spesso ci si ritrova ad aver vissuto anni in un luogo senza conoscerlo veramente, dando per scontato che ci sia quel monumento, palazzo, teatro o chiesa, rimandando la visita pensando che tanto è in città e prima o poi ci si andrà, oppure vergognandosi di “fare il turista” magari addirittura con la macchina fotografica al collo.

Si può organizzare la piccola gita come fosse un viaggio intercontinentale, facendosi aiutare dai bambini (chi ne ha) nella scelta dell’itinerario, in questo modo il viaggio comincia prima di partire.

ps: non vale se non si canta “Bicycle Race” dei Queen o “Passeggiando in bicicletta” di Renato Cocciante 🙂

Giocare all’aperto

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Sottotitolo: come ti salvo la festa.

E’ primavera, manca poco all’estate e alle vacanze, giornate assolate invogliano e permettono di stare all’aperto, non solo a giocare ai giardini o far passeggiate in bicicletta, ma anche organizzare feste di compleanno su un bel prato in un parco cittadino anzichè al chiuso di un locale (in casa non lo considero più viste le dimensioni sempre più ridotte degli appartamenti in città!).

Fino a qui tutto bene, c’è la festa, c’è il prato, c’è la torta, ci sono i bambini… ma che gli facciamo fare? Chi può contatta un animatore, chi non può?

La Morocolor, azienda della provincia di Padova, famosa per le tempere e prodotti per la creatività in genere, propone un kit di pronto intervento per giocare all’aperto con tanto di manuale e 15 giochi da fare in gruppo, in un cortile (esistono ancora?) o in un prato. Trovo questo kit di sopravvivenza al pomeriggio in gruppo, a dir poco geniale, tuttavia ognuno si può creare il proprio pacco-salvezza ritagliato sull’età e sul tipo di bambini ai quali servirà, esempi vari di contenuto:

elastico per saltare, con preventiva ricerca delle regole (chi si ricorda?),

corda per saltare che può essere usata anche per il tiro alla fune,

gessi da strada, in assenza della strada si può disegnare sui cartoni che astutamente ci si è portati da casa, con i gessi sul cartone si può disegnare il gioco “campana” o “mondo”,

aeroplanini di carta per una gara al tiro più lungo,

bolle di sapone (piacciono sempre a tutti)

biglie (attenzione ai tombini :-))

– vecchie federe per la corsa con i sacchi

– un panno per rubabandiera

palloncini colorati (possono sempre servire)

e chi più ne ha più ne metta, se i bambini sono molto picoli, 0-3 anni, si può chiedere alle mamme di portare un giochino a testa e trasformare il prato in una piccola ludoteca all’aperto.

Buon divertimento!

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Ieri, oggi e domani

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Quando Mademoiselle M. mi ha porto il libro “Leo e Lia”, a giudicare dall’immagine di copertina, credevo di avere tra le mani un trattato di economia domestica per giovinette fin de siècle. Invece “Leo e Lia” di Laura Orvieto, ed. Giunti Junior, merita di entrare a far parte della biblioteca di molte famiglie con figli in età prescolare.

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Inizialmente è sembrato curioso anche a me trovare consigli utili sulla gestione dei pargoli in un libro datato 1909, invece questa deliziosa raccolta di racconti, che altro non sono che episodi di vita quotidiana della famiglia Orvieto, nasconde preziosi consigli su come trasformare una giornata di pioggia in un’avventura affascinante. come deviare un capriccio in un’interessante lezione sulla differenza tra lana e cotone. come addobbare l’albero di Natale in maniera – oggi – originale (probabilmente all’epoca era la consuetudine) e con l’occasione riutilizzare le carte dei cioccolatini, come avere dei piccoli aiutanti in casa per le piccole faccende domestiche senza che chiedere di sparecchaire o riordinare i giocattoli diventi una guerra senza quartiere, come gestire gli episodi di aggressività e come affrontare il discorso della morte senza che diventi un dramma, anzi.

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Un grazie a Mademoiselle M. che ha scovato il libro, attratta dalle poetiche illustrazioni di Vanna Vinci, e un applauso a Laura Orvieto, la donna più moderna che abbia mai “incontrato”.