Un gioco da ragazze

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Pochi giorni fa un’amica mi ha incuriosito a proposito di un giocattolo americano per future ragazze ingegnere: Goldie Blox, engigneering toys for girls. Informandomi sull’argomento ho scoperto che la rete comincia a parlarne, non tanto del prodotto quanto degli spot, davvero ben fatti. Ovviamente il progetto è rivolto non solo alle bambine come non è rivolto solo a chi sa già che da grande farà l’ingegnere, il concetto su cui si fondano gli spot ma soprattutto il prodotto è: sei una bambina? E allora? puoi cimentarti con successo in opere di costruzione e nell’assemblaggio di ingranaggi complicati con successo.

Riportando una frase di Debbie, CEO dell’azienda: <<ogni bambina è molto più di una semplice principessa>>.Con questo non si vuole dimenticare la gonna, il tacco o il maquillage, al contrario, solo non si vuole relegare la bambina, che diventerà donna, a cimentarsi solo con bambole, cucinette giocattolo – quindi neanche la soddisfazione di usare ingredienti veri per preparare pasti veri – profumi e balocchi.

Dare opportunità, fornire la consapevolezza di non essere stupide innanzitutto e stimolare aspirazioni, questo è il punto fondamentale, piccole azioni con grandi ricadute: cimentarsi fin da bambini con giochi di ingegno può fornire gli strumenti per risolvere situazioni complesse nella vita.

Personalmente non sono d’accordo con la netta divisione, visibile nei negozi ma più subdolamente nascosta nella mente di molti: giochi da maschi, giochi da femmine. Nel vestiario per il primo anno di vita trovare qualcosa che non sia rosa o azzurro è un’impresa titanica, l’unica alternativa possibile è andare in boutique, lì è un tripudio di colori ma con scontrino a svariate cifre.

A me è sempre piaciuto giocare con i Lego, mi sarebbe piaciuto anche il Meccano ma non l’ho mai avuto; anche Mademoiselle M. non disdegna i Lego. Futuro ingegnere? Forse solo una bambina che vuol capire come funziona. Magari un mondo migliore, più consapevole e tollerante,  si costruisce così, mattoncino su mattoncino.

A Natale apri questo piccolo libro

In questo momento, di certo, i piccoli aiutanti di Babbo Natale saranno molto impegnati ma spero si ricordino di caricare sulla slitta almeno uno di questi:

Quando Noè cadde dall’arca
Edizioni Lapis, Roma, 2013 – collana I Lapislazzuli
testi di Nicola Cinquetti, illustrazioni di Gek Tessaro

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La storia dell’arca di Noè in rima baciata con finale a sorpresa. Età dai 4 anni.

I tre piccoli gufi
Mondadori, di Martin Waddell e Patrick Benson

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Solidarietà tra fratelli, piccoli atti di autonomia e soprattutto la felicità del ritrovarsi con i genitori (la mamma è uscita a caccia). Età dai 3 anni.

Orso ha una storia da raccontare
Babalibri, 2013, Philip C. Stead,illustrazioni: Erin E. Stead

natale_Orso-ha-una-storia-da-raccontareTenera e poetica storia di Orso che raduna i suoi amici Topo, Anatra, Rana e Talpa per raccontare una storia ma… non se la ricorda più! Così Orso inizia a raccontare di un Orso che aveva una storia da raccontare… Età dai 3 anni.

Un lupetto ben educato
Jean Leroy, Matthieu Maudet, Babalibri

natale_lupetto_educato<<Un lupetto, al quale i genitori hanno insegnato le buone maniere, per la prima volta va a caccia da solo nella foresta.
E subito acchiappa… un coniglio!
-Buongiorno! Qual è il tuo ultimo desiderio prima che ti mangi?
-Immagino che io non possa chiederti la libertà?
-Certo che no.
-Allora vorrei che… mi leggessi una storia!>>
Età scolare.

Apri questo piccolo libro
di Jesse Klausmeier e Suzy Lee, ed. Corraini

natale_apri-questo-piccolo-libroLibro geniale, divertente, perfetto. Ogni pagina una sorpresa di colore, illustrazione e dimensione. Mai come in questo caso leggere è un gioco. Età dai 4 anni.

Rime raminghe
di Bruno Tognolini, illustrazioni Alessandro Sanna. Ed. Salani

natale_rime_ramingheCinquanta poesie scritte per qualcuno o per qualcosa, nell’arco di quindici anni.

Età: adolescenti.

Per finire, il mio preferito:

Flora e il fenicottero rosa
Molly Idle, ed. Gallucci

natale_flora_e_il_fenicottero_rosaAlbo senza parole di rara poesia e commovente bellezza.

Età: per tutti.

Si ringrazia Chiara de La Libreria dei Ragazzi per i preziosi consigli.

Giochi sensoriali

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Non sparate sul pianista! O meglio su chi scrive: il gioco che segue non ha controindicazioni se non quella di creare dipendenza e divertimento.

Capita di cercare A e trovare B, e spesso è una fortuna, è capitato anche a me; cercando tutt’altro in rete mi sono imbattuta nel sito di una mamma americana, educatrice, specializzata in “giochi sensoriali”. Non sapevo nemmeno che esistessero, ma grazie a lei ho scoperto un nuovo filone di giochi molto divertenti che stimolano i sensi, in questo caso tatto e vista suscitando nuove e piacevoli sensazioni. Da oggi si gioca anche con la schiuma arcobaleno.

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La ricetta originale prevede detersivo per i piatti e acquerelli liquidi, io ho utilizzato shampoo baby e colorante per alimenti. Volendo si possono usare anche colori da bagno o tempere ad acqua.

1 cucchiaio di shampoo (oppure detergente o detersivo schiumogeno)

1 cucchiaio di colorante

frullatore a fruste

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Si monta il composto per un minuto come fosse panna montata e si versa la schiuma colorata in un contenitore più grande che va dal catino alla vasca da bagno. I piccoli saranno ben felici di rendersi utili durante la preparazione. Si possono anche fare i travasi di montessoriana memoria.

Una volta composto l’arcobaleno che si fa? Ci si tuffa in un mare di morbidissimo colore 🙂

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C’è posta per te

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Capita di uscire a fare due passi in compagnia di un caro amico: il cane, monsieur A.

Mentre quello a quattro zampe studia scrupolosamente tutto ciò che si trova dai cinquanta centimetri di altezza in giù, quella a due (zampe) osserva con altrettanta attenzione quello che si trova dal metro e cinquanta in su.

Capita così di chiedersi che ci faccia una cassetta della posta della provincia americana, in una minuscola aiuola della provincia italiana.

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Quando leggo l’insegna dell’Ufficio Postale Gnomi, primo, svelo l’arcano della casetta postale, secondo sorrido provando un senso di sollievo all’idea che questo strampalato quanto poetico ufficio postale possa raccogliere richieste che immagino, e spero, vadano al di là di: vorrei la bambola con il ciuccio e il biberon o spiderman che se premo un pulsante spara le ragnatele (esiste!!!!!) ma che siano richieste di gioia, serenità o la soluzione a piccoli crucci. E sono certa che le risposte saranno all’altezza della situazione. Mary Poppins cantava <<con un poco di zucchero la pillola va giù>>, talvolta anche con un poco di fantasia e poesia.

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Autumn in Milan

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Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle
spensierate?
Venite da lontano
o da vicino?
Da un bosco
o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?

(Trilussa)

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.

(F. G. Lorca)

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Autunno, cadono le foglie, sembra il titolo del temino che si commissionava in questo periodo alle elementari. Autunno, cadono le foglie, sì ma con tutte queste foglie che ci facciamo?

Un sacco di cose, per esempio le dipingiamo!

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Penny Lane

“In Penny Lane there is a barber showing photographs
Of every head he’s had the pleasure to know
And all the people that come and go
Stop and say hello

On the corner is a banker with a motor car
The little children laugh at him behind his back
And the banker never wears a mac
In the pouring rain
Very strange

Penny Lane is in my ears and in my eyes
There beneath the blue suburban skies I sit
And meanwhile back.”

Prendendo spunto da una fortunata rubrica della Settimana Enigmistica: “una gita a…” : dov’è stata scattata la foto?

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A. Liverpool  B. Londra  C. Parigi  D. Milano

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Risposta D: Milano :-P

Lemon tree

lemon_tree_1<<I wonder how
I wonder why
Yesterday you told me ‘bout the blue blue sky
And all that I can see is just a yellow lemon-tree
I’m turning my head up and down
I’m turning turning turning turning turning around
And all that I can see is just a yellow lemon-tree.>>

Così cantavano i Fool’s Garden nel 1995, non sbagliavano, guardando di qua di là in su e in giù si possono vedere tante cose tra cui un albero di limoni.

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Talvolta basta poco, pochissimo, addirittura un davanzale per avere un albero di limoni!

Sewing club for kids

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Mi è capitato, poco tempo fa, di conoscere una ragazza di origine olandese reduce da una sortita in un noto grande magazzino danese che sta sbarcando in Italia, per ora solo nelle grandi città. La fanciulla di cui sopra era entusiasta perchè aveva trovato sugli scaffali tanti oggetti legati alla sua infanzia, vissuta negli anni Settanta. Si potrebbe pensare a cubi di legno, il regolo, il pallottoliere, il mangiadischi arancione della Mivar. No nulla di tutto questo, si tratta di ferri da maglia, uncinetti e kit per cucito. Sì perchè in Nord Europa (Scandinavia, Paesi Bassi e Germania di sicuro) lavorare con le mani non è una vergogna, anzi, la scuola prevede laboratori in orario scolastico durante i quali si cuce o si fa la maglia.

Mademoiselle M. e io siamo andate nel già citato negozio, in teoria per comprare gomme per cancellare, in realtà siamo uscite con le gomme e un kit per cucito. L’ha scelto Mademoiselle, non nego che la cosa mi abbia stupito e non nego nemmeno di essere stata scettica finchè non l’ho vista cimentarsi con il nuovo gioco. Divertendosi molto e provando grande soddisfazione: so cucire!

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Il kit del cucito comprende: 4 schede di cartoncino pesante su cui sono riportati disegni semplici. Sul contorno dei disegni sono praticati forellini a cadenza regolare da cucire con le matassine di lana colorata e l’ago da lana di plastica in dotazione. Noi l’abbiamo trovato nel negozio danese ma potrebbero averlo anche in merceria.

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Non so se definirmi sentimentale o anziana ma secondo me non era una brutta cosa quando si insegnavano i cosiddetti “lavori femminili”, magari lo si fosse fatto non solo alle signorine ma anche ai maschietti! Sarò strana ma secondo me l’indipendenza passa anche attraverso un bottone da ricucire o un calzino da rammendare. Si è indipendenti quando si è in grado di provvedere a sè stessi, preparandosi un pasto che non sia un surgelato o una scatoletta, caricando la lavabiancheria con il contenuto giusto alla temperatura giusta, eccetera. Talvolta non sono necessarie le barricate per gridare la propria indipendenza basta un calzino rammendato, magari cominciando a esercitarsi con un kit del cucito a cinque anni.

Le regole del gioco

Sono stata fortunata. Quando ero bambina per regola ferrea in casa la televisione veniva accesa per non più di mezz’ora al giorno ma la trasmissione Scacciapensieri – della durata giusta di mezz’ora – era imperdibile. Sono stata fortunata perchè Scacciapensieri è un programma trasmesso dalla RTSI (radio televisione svizzera italiana) visibile in Italia in Piemonte e Lombardia ma a macchia di leopardo, si potrebbe dire, capitava addirittura che nella stessa città non arrivasse il segnale in tutti i quartieri. Nel mio sì! 🙂 Continua a leggere